Hellraiser Revival: la recensione di un capitolo non proprio innovativo della saga horror

Tecnicamente rifinito, il nuovo gioco della serie Hellraiser non si inventa nulla di nuovo, ma piacerà agli amanti del BDSM

Hellraiser Revival: la recensione di un capitolo non proprio innovativo della saga horror

Clive Barker’s Hellraiser: Revival è la trasformazione in videogioco di un fetish. Gli amanti del suddetto fetish si divertiranno molto anche se, a livello di gameplay e trama, il gioco non ha veramente nulla di nuovo. Tutti gli altri potranno apprezzare un horror splatter dalla grafica rifinita, ma c'è di meglio nel mondo dei giochi che fanno paura in prima persona.

Hellraiser è un franchise che da sempre, a partire dal charachter design, fa l'occhiolino al mondo BDSM. Questo gioco abbraccia questo universo mostrandone gli estremi distorti dal culto dei Cenobiti (gli angeli/demoni del dolore come il famoso Pinhead) e le coniugazioni, con tanto di safe word e toys, di chi lo vive come fetish personale.

Il problema principale del gioco è che se non ci fosse la proprietà intellettuale di Hellraiser appiccicata, sarebbe l'ennesimo horror violento per il gusto di essere violento, poco ispirato dal punto di vista di gameplay (il solito mix di stealth, enigmi e qualche pistolettata) e con la storia più prevedibile di sempre.

Fortunatamente Pinhead e compagnia, la nuova configurazione della Scatola di Lemarchand, il labirinto e i rituali depravati rimettono un po' di pepe nell'esperienza per chi è appassionato del franchise. Clive Barker’s Hellraiser: Revival è un'esperienza perversa, violenta, macabra e disturbante e c'è una fetta di pubblico alla ricerca di queste emozioni in un videogioco.

Per tutti gli altri, il gioco è assolutamente dimenticabile: non sa innovare sul fronte del gameply e il comparto artistico è il concentrato di asset in Unreal Engine 5 più denso degli ultimi anni. Il flusso di gioco, che comprende opzioni di crafting e un'economia delle risorse molto stretta, non coinvolge e l'intera esperienza si riduce a una lunga serie di corridoi che portano da uno scenario macabro e distorto all'altro.

Com'è ovvio, tutti i trigger possibili e immaginabili (sessuali, paranoici, corporei e mentali) sono presenti in questo gioco che è da evitare ad ogni costo se si sta attraversando una qualsiasi crisi nella propria vita. In conclusione: chi è appassionato della saga di Hellraiser troverà in questo gioco nuovo materiale confezionato in un pacchetto che non rischia alcunché e chi ha il fetish del bdsm ha ora un videogioco dedicato. Chi è alla ricerca di un'esperienza horror gore, splatter e disturbante, invece, troverà di meglio su altri lidi.

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