Finding Polka: la recensione di una lettera d'amore tanto assurda quanto artigianale

Quando un gioco è fatto con amore si vede

Finding Polka: la recensione di una lettera d'amore tanto assurda quanto artigianale

Chi segue queste pagine da un po’ saprà cosa significa quando una gioco viene descritto come “molto giapponese” e Finding Polka è un gioco davvero MOLTO giapponese. Sviluppato da un piccolissimo team del sol levante, questo titolo è l’unione tra un piccolo puzzle game e i giochi da tavolo della serie Micro Macro: una grande tela piena di dettagli in cui orientarsi per raggiungere un obiettivo. Come dice il titolo, chi gioca deve ritrovare Polka, un bulldog con l’abitudine di finire nei pasticci, o di causarli.

La prospettiva a camera fissa (che può essere zoommata) costringe chi gioca a navigare gli ambienti-enigma, alla ricerca del percorso per raggiungere Polka, ma quella che sembra una normalissima ambientazione cittadina diventa ben presto qualcosa di decisamente più assurdo. Essendo un’esperienza da poco più di tre ore divisa in 12 livelli, non ha senso soffermarsi a descrivere cosa si fa e cosa si vede perché meccanicamente si fa poco (ogni livello ha un’abilità speciale assegnata al singolo pulsante delle interazioni) e l’esperienza visiva è il cuore della magia del gioco.

Da misteriosi ambienti sotterranei agli alieni, passando per animali antropomorfi e cultisti, Finding Polka è un vero e proprio carosello di assurdità che lasciano a bocca aperta vuoi per lo stupore, vuoi per la sorpresa o semplicemente perché la scena davanti ai vostri occhi sarà semplicemente troppo assurda. La musica che accompagna questi momenti è altrettanto surreale: loop strumentali, brevissime sezioni di testo e un peculiarissimo uso dell’ambiente per il cambio di traccia rendono l’esperienza difficile da descrivere a parole, ma facilissima da raccomandare.

Il punto di forza del gioco, oltre alla sua assurdità è la sua evidente artigianalità. Gli ambienti esplorabili sono il risultato della scansione e dell’animazione di 300 disegni in formato A4 e 100 disegni in formato B4 realizzati nell'arco di due anni utilizzando un totale di 13 penne a sfera. Essendo un gioco che fa da tributo all’amatissimo cane dello sviluppatore solitario del gioco  Shinnosuke Kumazawa, gli amanti degli amici a quattro zampe troveranno tanta gioia e un pizzico di tristezza in questa avventura. 

Finding Polka non è un gioco tecnicamente rifinito, lunghissimo o innovativo dal punto di vista del gameplay. É un’esperienza fatta con cura, passione e un evidente amore tanto per il medium quanto per un piccolo cagnolino bianco. Chi è alla ricerca di un modo per passare una serata davvero insolita tra sorrisi, stupore e terrazza, dovrebbe dare una possibilità a questo gioco e non avere fretta: raccogliete i collezionabili, fate le piccolissime side-quest, godetevi ogni disegno, ogni personaggio e ogni assurda situazione che il gioco vi presenterà.

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