Starseeker: Astroneer Expedition è un gioco dolcissimo - la prova
Starseeker è stato un balsamo tra i laghi di tossicità che circondano il discorso sul futuro dei live service
Prima di iniziare a raccontarvi di Starseeker: Astroneer Expedition devo togliermi dai piedi alcuni di voi: se vi è piaciuto Astroneer (il survival di culto uscito nel 2016) abbandonate queste pagine e correte a provare la beta di Starseeker che è appena partita. É aperta a tutti, è su tutte le piattaforme e ha a disposizione una fetta importante delle prime ore di gioco che vi farà innamorare di nuovo dell'universo creato da System Era Softworks ed edito da quei malandrini di Devolver Digital.
Ora che il principale target di pubblico è stato avvisato, ed è rimasto solo chi di Astroneer non ha mai sentito parlare, permettetemi di presentarvi uno dei giochi più dolci che abbia provato negli ultimi cinque anni.

Starseeker (lo chiamerò così d'ora in poi) è un titolo fantascientifico, cooperativo ed esplorativo in cui i membri di una stazione spaziale devono portare a termine degli importanti incarichi di ricerca scientifica. Questi consistono nel raccogliere materiali, esplorare biomi, realizzare ricette di crafting e tutta una serie di altri incarichi piccoli e grandi.
Per rendere le cose un tantino emozionanti, System Era ha introdotto delle meccaniche ad estrazione: niente pvp o robe simili, se non riuscirete a tornare alla vostra astronave prima che vi finisca l'ossigeno, perderete le risorse accumulate. L'obiettivo? Guadagnare reputazione con i vari vendor della stazione spaziale per sbloccare nuovi strumenti e personalizzazioni. In più ci sarà un sistema di obiettivi di server (ciascuno dei quali ospiterà fino a 60 giocatori tutti sulla stessa stazione spaziale) a cui tutti contribuiranno con le loro missioni.

La beta è limitata e io l'ho potuta provare solo per due giorni, ma è evidente che lo spirito tanto buffo quanto determinato di Astroneer va a comporre la maggior parte delle fondamenta del titolo. Starseeker è un gioco dolce sia perché le sfide che mette davanti a chi gioca non sembrano mai insormontabili, sia perché non ci sono veri e propri nemici. La fauna dei pianeti che andrete a esplorare non va sottovalutata, ma non c'è un cattivo, un piano per distruggere l'universo o chissà quale rischio: c'è una missione spaziale, con i suoi pericoli, che i suoi astronauti vogliono superare tutti insieme.
La condivisione e la cooperazione sono ubique: le risorse raccolte dalla squadra sono condivise, le informazioni scoperte sulla mappa sono condivise e "lo spirito è sempre e comunque quello della collaborazione" ha detto Adam Bromell, co-fondatore e creative director di System Era Softworks. "La nostra priorità è sempre stata quella di creare un'esperienza avvicinabile, senza stress e tranquilla", un ideale che riflette non solo le origini di Astroneer, ma anche l'ethos di tutta System Era.

Meccanicamente, ad essere protagonista è di nuovo la tecnologia di manipolazione del terreno che ha fatto di Astroneer un classico. Potrete riplasmare caverne e interi paesaggi alla ricerca di risorse o esplorando per completare le vostre missioni. Non c'è il comparto di basebuilding di Astroneer, al contrario c'è una fortissima enfasi sul raggiungere obiettivi comuni e riuscire in una grande impresa.
Essendo una beta devo aspettare ad esprimere un giudizio sul prodotto finito (che dovrebbe arrivare entro l'anno); quello che posso dire è che, con la sua dolcezza, Starseeker mi ha fatto divertire e stare bene in un mondo, quello dei live service, dominato da competizioni, paragoni, punteggi e pessimismo. Se anche voi siete alla ricerca di una piccola oasi dove fare amicizia, vi raccomando di provare la beta gratuita e su tutte le piattaforme appena partita.