Heave Ho 2 è un ibrido che funziona tra friendslop e rage-game: la recensione

Non sono molti i giochi che hanno il coraggio di fare il party game assurdo e sfidare la competizione della grande N: Heave Ho 2 è uno di loro

Heave Ho 2 è un ibrido che funziona tra friendslop e rage-game: la recensione

La premessa di Heave Ho 2 è molto semplice: un gruppo di curiose pallotte con due braccia (minimo 2 massimo 4) deve tenersi per mano per raggiungere la fine di ogni livello e mollare qualche scorreggia ben piazzata nel frattempo. É un gioco a tre bottoni: uno per aggrappare la mano destra alle superfici, uno per aggrappare la sinistra e un altro (il joystick) per controllare la direzione delle braccia.

Non c’è una storia, non c’è progressione e non ci sono fronzoli: Heave ho 2 è una party game fatto e finito con l’obiettivo esplicito di scatenare risate quando, inevitabilmente, la catena umana si romperà e partiranno gli insulti per capire di chi è la colpa. Questo è il suo obiettivo e, dopo una prova in due e in quattro usando una Nintendo Switch, si può dire che lo raggiunge in pieno. Ha qualche elemento di rage game tra i suoi ingranaggi, cosa che nel 90% dei casi aumenta il numero di risate, ma occhio a quel 10%, una vostro ospite potrebbe accumulare non poca frustrazione.

In un mondo di Meccha Chamelion, Peak, Rv There Yet e una lunga serie di altri titoli per far divertire un gruppo di amici, perché scegliere Heave Ho 2? Un fattore di attrattiva è indubbiamente il suo multiplayer locale: non servono quattro persone ognuna con la sua copia del gioco per divertirsi: basta un padrone di casa con abbastanza controller. Un altro punto forte è la semplicità: la cooperazione richiesta è unicamente limitata ai riflessi necessari a premere 2 bottoni a tempo, nient’altro. Ci sono un sacco di livelli di difficoltà crescente che non durano più di 2 minuti ciascuno (almeno all’inizio) e le ambientazioni cambiano piuttosto in fretta: in tre serate il gioco è pressoché concluso.

A remargli contro c’è, per via delle poche cose che possono fare i personaggi, un gameplay che  potrebbe iniziare ad annoiare dopo un’oretta. Ogni tanto, poi, è come se il gioco volesse fare troppo rumore tra le grida dei suoi personaggini la colonna sonora a base di voci ridicole e tutti i suoi effetti sonori: c’è una po’ il rischio sovra-stimolazione se si è in quattro e si parla tanto, ma il sonoro è assolutamente irrilevante per superare i livelli, disattivarlo non toglierà nulla all’esperienza.

In conclusione, Heave Ho 2 è un party game che non ha paura di essere apertamente stupido, in puro stile Devolver, e ha tutto quello che serve per risollevare le sorti di una serata che si sta arenando. Forse non riuscirà a portare sulle sue spalle il peso di un’intera rimpatriata visto il rischio ripetitività, ma vi darà una mano a divertirvi con i vostri invitati. Se la passione per il titolo di Le Cartel Studio dovesse esplodere, si può anche andare avanti online sia nella modalità cooperativa sia in quella versus.

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