Forza Horizon 6 recensione: la massima espressione del divertimento con le macchine

Forza Horizon 6 recensione: la massima espressione del divertimento con le macchine

L’obiettivo di questa recensione di Forza Horizon 6 è quello di convincere i non appassionati di macchine e di racing arcade a provare il gioco. Il motivo è semplice: non serve a nulla cercare di convincere gli amanti delle automobili e delle loro corse in digitale perché aspettano il nuovo titolo firmato Playground Games da anni e sono già pronti ai blocchi di partenza. Con un parco macchine infinito, una mappa giapponese piena zeppa di cose da fare e bella da navigare, e un catalogo di gare e avventure pressoché infinito, chi è alla ricerca di 40 ore a tutto automobilismo (lasciando il realismo a casa) resterà incredibilmente soddisfatto da Forza Horizon 6. Ma torniamo a noi.

Chi non ama i giochi di macchine cita come ragioni del suo scontento la ripetitività, la banalità e la poca profondità del gameplay. Forza Horizon 6 ha la risposta pronta a tutte queste critiche. In questo capitolo ci sono: gare su strada, gare su pista, gare su sterrato, gare di drift, gare di accelerazione, consegne a domicilio a tempo, corse clandestine, corse contro mecha giganteschi,  prove a tempo, performance di stunt che sembrano pensate dalla Red Bull, giri turistici per scoprire la storia del Giappone, stage di rally e tutta una serie di altre attività. Non farete due volte la stessa gara con la stessa macchina.

Per quanto riguarda la banalità, il gioco è una delle esperienze più personalizzabili sul mercato, visto l’impegno dei suoi sviluppatori in fatto di accessibilità, e ha un livello di personalizzazione della difficoltà estremamente granulare. Vincete troppo? Basterà regolare gli aiuti alla guida, inserire il cambio manuale, o rendere più aggressivi gli avversari. Il gioco ha pagine di opzioni per adattarsi all’esperienza desiderata. Vi piace il buildcrafting? Ogni auto può essere modificata in tante componenti per farla salire di potenza, per cambiare il suo comportamento in curva e per essere adattata alle esigenze di ogni circuito. Oppure può fare tutto il gioco in automatico. Forza Horizon 6 è tanto profondo quanto lo si desidera ed è godibile tanto con il pad alla mano, quanto su un rig da simulazione da migliaia di euro.

L’altra cosa che rende questo gioco davvero speciale è che funziona esattamente come chi gioca pensa che funzioni. Non ha tutorial perché il modo che l'utente ha nella testa di far derapare una macchina digitale è il modo in cui FH6 fa derapare le sue macchine. Lo stesso vale per le acrobazie e tutte le altre bizzarrie che potrebbero venirvi in mente. Playground Games è riuscita nella difficilissima missione di fare un gioco così intuitivo che non ha bisogno di spiegazioni, almeno finché non si raggiungono le sezioni di personalizzazione più complesse. Lo stesso discorso si può applicare al comportamento delle macchine, al loro movimento in relazione al peso e alle loro reazioni ai diversi stili di guida. 

Forza Horizon 6 punta al realismo dell’immaginazione: le sue auto si comportano come noi ci immaginiamo si comporterebbero pur non avendone mai guidata una. É una sensazione straniante all’inizio, ma che dopo pochi minuti trasforma l’intera esperienza di gioco: tutto funziona ed è probabile che qualunque cosa vogliate provare, riuscirete a farla. Ci sono pochissimi videogiochi capaci di regalare emozioni simili, e quasi nessuno di loro è a base di automobili.

Di norma consiglio i videogiochi a chi piace un determinato genere, sottogenere, atmosfera o stile narrativo. Forza Horizon 6 lo consiglio a tutti coloro che si vogliono divertire. Playgound Games ha azzeccato ogni cosa, ha portato al massimo una formula già perfezionata negli anni ed è riuscita a fare giustizia all’ambientazione giapponese e a tutti i suoi universi di cultura automobilistica. Se mai sarete abbonati al Game Pass, provate a dargli una decina di ore e non lo lascerete più andare.

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