Screamer: la recensione del racing game arcade che mancava

Screamer: la recensione del racing game arcade che mancava

C'era un'immenso bisogno di Screamer e sono davvero felice che Milestone abbia investito tempo e denaro per mettere l'Italia sulla frontiera dei videogiochi racing in stile arcade. In un solo prodotto gli sviluppatori milanesi hanno intercettato mode del momento e vuoti dell'industria per creare una raccomandazione praticamente istantanea a chiunque piacciano i videogiochi di macchine.

Il gioco ha i suoi difetti e non è perfetto, ma è l'avverarsi di una lunga lista di desideri della community, primo tra tutti quello di avere un gioco che non faccia del realismo la sua anima, anzi. La cosa che mi ha fatto più piacere è stata proprio il modello di guida davvero nuovo, esplosivo, spericolato e assolutamente da provare nonostante qualche imperfezione.

In Screamer, un joystick si usa per curvare, l'altro per driftare e c'è un cambio semi-automatico che, premendo il testo quando l'auto è nella giusta finestra di giri, dà una piccola spinta. Questo fa sì che ci siano più cose da gestire correndo, ma che siano tutte semplici, e si integra perfettamente con la gestione del NOS/turbo.

A livello strutturale mi ha lasciato un po' perplesso il modo in cui il sistema scala automaticamente le marce quando si rallenta e la conseguente poca ripresa delle auto, ma ci ho fatto in poco tempo l'abitudine e ho continuato a godermi il banchetto di racing arcade che il gioco ha da offrire.

Screamer ha un comparto multigiocatore, una sezione di modalità arcade e una miriade di personalizzazioni per modificare le auto (tutte non brandizzate) del gioco. Il suo cuore pulsante, e la ragione per cui lo consiglio a tutti gli appassionati di racing, è la sua modalità storia.

100 miliardi di dollari in palio, una segretissima tecnologia che impedisce ai piloti di morire, un corgi che guida, un misterioso benefattore e cinque team di personaggi, sono solo alcuni degli ingredienti principali del successo di questa campagna. Quello che ci ha colpito di più è stato il modo in cui gli elementi narrativi e di gameplay sono stati mescolati per creare un qualcosa di radicalmente nuovo.

Inizialmente la storia sembra ruotare intorno a una sola squadra in cerca di vendetta, ma in poco tempo diventa evidente come ogni corridore abbia la sua backstory, i suoi drammi personali, e delle motivazioni che vanno dal tragico all'ossessivo passando per traumi, vendette e spasmodiche ricerche della verità.

Il primo impatto con alcuni personaggi, devo dirlo, è stato fastidioso per me, ma è bastato arrivare in fondo al primo atto per avere un'infarinatura sufficiente a scatenare non solo il mio interesse, ma anche una curiosità bruciante che mi ha spinto a continuare a giocare per giorni.

Le piste del gioco non mi hanno colpito in positivo o in negativo perché hanno dei buoni sfondi, delle curve interessanti (anche se non sorprendenti) e rettilinei in cui sentire la velocità. Anche le auto, che prendono ispirazione dalle JDM, sono belle ma non esattamente entusiasmanti di per sé.

Tutto insieme, però, funziona: auto + piste + drift + turbo + [spoiler] = un mare di adrenalina, e se giocherete il gioco a difficoltà bilanciata, più di una gara anche solo nel primo capitolo, vi metterà decisamente alla prova.

Alcune delle modalità disponibili funzionano peggio di altre, come la corsa a squadre, e a volte l'intelligenza artificiale prende delle decisioni che non mi sono spiegato. Nonostante qualche colpo di tosse lungo la via, Screamer è un'esperienza davvero completa perché ha una storia convincente, meccaniche di racing nuove e modalità, una volta finita la campagna, in cui sfruttare l'esperienza e le abilità accumulate.

Non sono riuscito a provare una vera lobby multigiocatore nel corso del periodo di recensione, quindi tornerò sull'argomento appena riuscirò. Se siete alla ricerca di un nuovo videogioco di macchine che non mette la simulazione ma il divertimento al primo posto (e ha una vera storia da raccontare con le automobili), Screamer è il racing game che fa per voi, e un trionfo di creatività.

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