Insieme siamo più forti
Un bellissimo messaggio di unità e resistenza arriva dal mondo dello sviluppo indipendente
Questa settimana Letter to a Gamer è foriera di un messaggio unitario: fate come Nova Assembly, condividete successi e sconfitte per crescere insieme. Continuate a leggere per capire di cosa parlo. C'è qualche brutta notizia, ma la settimana non ha deluso sul fronte della creatività, chiedetelo a tinyBuild. [REDACTED] podcast torna anche questa settimana con un bello spiegone sull'economia di GTA online.

News index
+ Via CoD dal Game Pass perché lo rende troppo costoso? Parla la nuova CEO
- Regalare Graveyard Keeper ha generato 250.000 dollari di profitti
+ L'alleanza degli Indie per "Essere più forti insieme"
- Disney è la risposta alla crisi di Epic Games
+ É in sviluppo un videogioco di Project Hail Mary
- Metro 2039 arriva quest'inverno e c'è tanta attualità al suo interno
+ Preparatevi per il film di Bloodborne
Via CoD dal Game Pass perché lo rende troppo costoso? Parla la nuova CEO - Secondo il giornalista e famoso leaker del mondo Microsoft Jez Corden, Xbox sta valutando la possibilità di rimuovere Call of Duty dal Game Pass come gioco disponibile dal day one. Il giornalista ha affermato che "il Game Pass ha stravolto il modello di business di Call of Duty in modo piuttosto negativo", toglierlo significherebbe riportare nelle casse di Activision quelle centinaia di milioni di dollari di ricavi che ogni anno derivano dalla vendita a 80 euro del capitolo annuale del franchise. Solo due giochi di Call of Duty, Black Ops 6 e Black Ops 7, sono arrivati al day one su Game Pass e, per la sorpresa di nessuno, sono stati i capitoli che hanno venduto di meno degli ultimi anni. A seguito delle recenti dichiarazioni di Corden sarebbe emerso un rapporto (ottenuto da The Verge) in cui la neo-nominata CEO di Xbox Asha Sharma starebbe valutando una modifica alla struttura dei costi di Xbox Game Pass. Sharma avrebbe affermato che "è chiaro che il modello attuale non è quello definitivo" e che "nel breve periodo, Game Pass è diventato troppo costoso per i giocatori, quindi abbiamo bisogno di un rapporto qualità-prezzo migliore”.
Regalare Graveyard Keeper ha generato 250.000 dollari di profitti - tinyBuild, l'editore di Graveyard Keeper, ha appena annunciato che il giveway del gioco su Steam ha generato 250.000 dollari di rendite grazie al suo DLC. L'iniziativa ha anche permesso a Graveyard Keeper di stabilire un nuovo record di giocatori su Steam. Inoltre, ha spinto il sequel in uscita, Graveyard Keeper 2, nella top 100 dei giochi con più wishlist su Steam. Regalare il primo capitolo della saga ha generato hype, profitti e prospettive di guadagni futuri, speriamo che la pratica diventi prassi per quegli studi al lavoro su sequel e giochi ambientati in universi già visitati.
L'alleanza degli Indie per "Essere più forti insieme" - Cinque studi di sviluppo indipendenti hanno formato un'“alleanza” chiamata Nova Assembly. Unfrozen, Sad Cat Studios, VEA Games, Game Garden e Weappy continueranno a sviluppare i propri giochi, ma condivideranno conoscenze e risorse. “Crediamo che questo sia l'unico modo per prosperare veramente”, ha scritto Nova Assembly in una lettera aperta. "Se una squadra ha appena lanciato un gioco di successo mentre un'altra ha bisogno di sostegno finanziario, possiamo risolvere la questione internamente ed evitare di fare compromessi rovinosi". Che la condivisione di successi e fallimenti sia il vero modello di business di quegli studi indipendenti che aspirano a produrre progetti di medie dimensioni?
Disney è la risposta alla crisi di Epic Games - Dopo l’ondata cataclismica di licenziamenti che ha colpito Epic Games, la compagnia ha annunciato una parte della sua strategia di ripresa: un extraction shooter a tema Disney. Non avete letto male, un gioco in stile Arc Raiders, con elementi PvP e con protagonisti i personaggi Disney è l’esperienza su cui Epic starebbe puntando per la sua rinascita dopo due anni in cui Fortnite sta perdendo colpi e giocatori . Questo sarebbe solo uno di tre progetti in cantiere in collaborazione con il colosso dell’intrattenimento che nel 2024 ha investito 1,5 miliardi di dollari in Epic.
É in sviluppo un videogioco di Project Hail Mary - Se avete amato il nuovo film fantascientifico tratto dal libro di Any Weir, vi farà piacere scoprire che c’è un videogioco in sviluppo che racconta in realtà aumentata e in VR un capitolo inedito del libro in cui Grace (il protagonista) e Rocky devono aggiustare la Hail Mary per continuare la loro missione. Sappiamo pochissimo del gioco, ma il titolo completo è Project Hail Mary: Journey Among the Stars e si potrà interagire con i vari oggetti sulla nave, fare un bel pollice all’ingiù a Rocky, e, forse, pilotare proprio la Hail Mary.
Metro 2039 arriva quest'inverno e c'è tanta attualità al suo interno - Il team di sviluppatori ucraino 4A Games ha svelato il nuovo videogioco tratto dall'universo di Dmitri Glukovsy. I toni sono più opprimenti e crudi rispetto ai videogiochi precedenti perché rispecchiano la realtà degli sviluppatori e l'esilio dell'autore che non può più tornare in Russia per le sue posizioni sulla guerra. Vi consiglio di guardare lo showcase completo che trovate a questo link, ma se non avete tempo, voglio condividere con voi l'informazione più di tutte mi ha messo di buon umore: 4A Games continua a usare il suo motore di gioco proprietario per realizzare i suoi titoli.
Preparatevi per il film di Bloodborne - Il tanto atteso ritorno del videogioco di From Software non sarà in forma di remake di come lungometraggio d'animazione. Il film sarà co-prodotto da PlayStation Productions, Lyrical Animation e dallo YouTuber Seán "JackSepticEye" McLoughlin. Secondo Sanford Panitch, presidente del Motion Picture Group di Sony, il film sarà “molto fedele” alla violenza del gioco.


Cosa giocare questo weekend
Demo e titoli da provare per scoprire qualcosa di nuovo
Siete alla ricerca di cose nuove? Emozioni forti? Storie strappalacrime? Questa lista di raccomandazioni ha qualcosa per tutti i palati tra nuove uscite, titoli in early access e demo di nuovi videogiochi ancora lontani.
Last Flag - Mac e Dan Reynolds (cantante e producer degli Imagine Dragons) hanno diretto per 4 anni uno studio di sviluppo con l'obiettivo di realizzare uno sparatutto in stile cattura la bandiera 5v5 a base di eroi. Dopo averlo provato posso dirvi che la sostanza, in termini di modalità di gioco e personalità degli eroi c’è e che questo gioco potrebbe davvero avere una chance di sopravvivere al suo periodo di lancio. Ha un prezzo molto basso (10 euro) e la sua ambientazione anni '70 è una prospettiva finalmente unica, dategli una possibilità se siete alla ricerca di una nuova esperienza sparatutto di squadra.
Mouse: P.I. For Hire - Sicuramente avete incontrato MOUSE: P.I For Hire sul web: è quel videogioco in stile cartone animato anni ’30 che prende ispirazione dai cartoni dell’epoca della Disney per creare qualcosa di nuovo: un fps d’azione noire con gameplay divertente a uno stile d’animazione d’altissimo livello. A dare voce al gioco c’è persino Troy Baker. Come nella recensione di questa settimana, è lo stile visivo a portare tutto il peso del gioco, non aspettatevi rivoluzioni a livello narrativo e di gameplay.
Dosa Divas - Dagli autori di Thirsty Suitors arriva un altro titolo a base di cucina indiana, ma questa volta c’è da sconfiggere una multinazionale del fast food a colpi di duelli a turni con robottoni alimentati dagli spiriti. Ogni battaglia vede le protagoniste cucinare tramite una serie di minigiochi e lo stile artistico è deliziosamente bizzarro. Oltre ai combattimenti ci sono dialoghi, relazioni, comunità da ricostruire e reputazioni da consolidare: qui c’è originalità da vendere e un cuore che batte, ve lo consiglio caldamente.
Moves of the Diamond Hand - Se vi piacciono gli RPG a base di dadi e siete a caccia di qualcosa di veramente strano (e se avete adorato il titolo precedente dello studio, Betrayal at Club Low) allora Moves of the Diamond Hand è l’esperienza surreale che state cercando. Non starò a descrivervi la trama, non tenterò neppure di parlarvi delle ambientazioni: qui tutto è basato sulle vibe e c’è una nicchia di appassionati che appena vedrà le prime immagini di gioco sarà convinta. Io sono solo un viatico tra questa nicchia e questo gioco.

Replaced: la recensione dell'indie in pixel art che è valso l'attesa
Una rivoluzione per lo stile grafico più classico di tutti
Ci sono pochi indie che possono dire di essere stati tanto attesi quanto Replaced. Il gioco sviluppato da Sad Cat Studios si è presentato anni fa, sull’onda del successo ritrovato di Cyberpunk 2077, per offrire un’avventura nella stessa galassia a livello di atmosfera, ma con una grafica in pixel art HD-2D. Ora che il gioco è finalmente disponibile l’ho consumato e posso dire che se amate il cyberpunk e le avventure in 2D, Replaced vi regalerà diversi pomeriggi di divertimento.
La protagonista è R.E.A.C.H. un’intelligenza artificiale intrappolata nel corpo del suo creatore dopo un incidente di laboratorio e improvvisamente diventata il nemico pubblico numero uno di Phoneix City. Dopo una fuga rocambolesca, Reach si ritrova fuori dalle mura della sua città d'origine a cercare di sopravvivere insieme a un gruppo di reietti tra le rovine di una metropoli semi-distrutta e radioattiva a causa di una brutale guerra atomica.

L’ambientazione sono dei ben caratterizzati anni ’80 alternativi con tanta tecnologia accurata per il periodo nella forma, e decisamente fantascientifica nella funzione. Nei panni di Reach correrete, salterete, combatterete ed esplorerete i livelli lineari del gioco per vivere un’avventura che ha nella narrazione il suo pilastro principale e che intrattiene grazie a un leggero platforming e a un sistema di combattimento semplice ma divertente.
Il punto forte del gioco sono le vibe e su questo fronte gli sviluppatori hanno fatto centro: dai fondali alle animazioni, dall’hub di gioco ai livelli, la pixel art restituisce atmosfere malinconiche e insieme piene di speranza, con personaggi corrotti da un futuro che annega nell’avidità, ma che hanno ancora la forza di lottare contro un sistema che fa di tutto per opprimerli. La musica piena di sintetizzatori e schitarrate chiude il cerchio di un prodotto che conosce bene le sue citazioni e insieme offre una prospettiva nuova e uno stile unico.

Se la storia sa essere interessante, il punto debole più evidente del gioco è la mancanza di un doppiaggio. I dialoghi delle cutscene non riescono a trasmettere il pathos che dovrebbero e, nella loro lentezza, trasformano i momenti più importanti della storia in parentesi noiose e incapaci di tenere alta l’attenzione. Capisco perfettamente le limitazioni al budget, ma allora i dialoghi sarebbero dovuti essere molto più agili e sintetici, questa via di mezzo non aiuta il gioco e non aiuta chi gioca.
Il combattimento è molto semplice, parte da una base melee con parata e schivata per aggiungere qualche effetto aggiuntivo al procedere della storia. Il ritmo è quasi quello di un beat ‘em up, ma leggermente frenato dal fatto che esistono comode finestre di parata e più pericolose opportunità di contrattacco. Niente di mai visto, ma un pacchetto che funziona.

Replaced ha il pregio e il difetto di non inventarsi nulla di nuovo a livello meccanico e narrativo, cosa che mette al centro dell’attenzione di chi gioca lo stile grafico e artistico ed è in questo paniere che gli autori hanno messo tutte le loro uova. Ecco che Il gioco sarà familiare in positivo quando racconta la sua storia, quando si esplora e quando sei combatte, ma a livello visivo (e sonoro) vi lascerà a bocca aperta con qualcosa di unico, ben fatto e curato.

Perché Pokémon Champions non piace alla community
Mancanze, limitazioni e difetti hanno macchiato l'uscita della rivoluzione competitiva del franchise
C’è un motivo se la recensione di Pokémon Champions non è nella newsletter di questa settimana: il gioco è uscito non finito, non pronto ed è diffide da raccomandare. Invece di dedicare tempo e spazio a un prodotto acerbo che è destinato a raggiungere la sua forma finale nel corso dei prossimi anni, ho deciso di approfondire le più rilevanti lamentele dei fan. Io conosco il mondo Pokémon competitivo, ma non ho mai preso parte a una gara o a un torneo, quindi lascerò parlare gli esperti.
Il problema più evidente di Pokémon Champions è la sua compatibilità traballante con Pokémon Home. Diversi allenatori lamentano Pokémon bloccati nel limbo tra l’hub di immagazzinamento e il nuovo titolo competitivo senza una soluzione all’orizzonte. Questo vuol dire che alcuni personaggi hanno lasciato Home, ma non sono mai arrivati su Champions.
A livello tecnico, poi, il gioco non convince: framerete bloccato a 30 fps, bug e crash in egual misura su Nintendo Switch e Nintendo Switch 2. Su quest’ultima piattaforma, poi, manca qualsiasi tipo di miglioria nelle performance. A livello di gameplay, un pubblico attento come quello dei giocatori competitivi di Pokémon ha notato subito l’applicazione errata di modificatori, danni e dell’effetto di alcuni oggetti. In alcuni casi è stato stravolto persino l’ordine di turno, uno dei pilastri di qualunque strategia competitiva.
Il roster di Pokémon disponibili è inferiore a quello di Pokémon Stadium 2: Champions ha solo 186 personaggi a disposizione degli oltre 1000 Pokémon usciti nel corso degli anni e i team a noleggio, una funzionalità iconica della modalità competitiva per imparare a giocare, sono limitati al punto da diventare inutilizzabili.
Su un fronte, paradossalmente, il gioco è troppo vicino all’ambiente competitivo: non ci sono le battaglie 6 contro 6 ma solo quelle 3 contro 3. Quest’ultimo è il formato ufficiale dei Campionati di Videogiochi Pokémon (VGC), ma i fan non capiscono perché il vincolo debba applicarsi anche alle partite private oltre che a quelle online. In molti sospettano che una modalità 6v6 non sia proprio stata sviluppata.
Sta dando molto fastidio anche il fatto che Champions usi una lista amici separata rispetto a quella della Switch probabilmente per prepararsi all’integrazione con le piattaforme mobile prevista per quest’estate. Questo vuol dire che bisogna aggiungere nuovamente tutti i propri amici per potersi sfidare sul nuovo videogioco. Sono anche del tutto assenti le funzionalità in locale per cui se due amici vogliono scontrarsi, devono per forza essere connessi a internet e abbonati al servizio online di Nintendo.
Champions è un gioco free-to-play, quindi deve generare ricavi attraverso le microtransazioni. Al momento è disponibile un abbonamento da 5 euro al mese (50 l'anno) che offre a chi gioca più slot per immagazzinare i Pokémon nel gioco e la possibilità di avere più squadre contemporaneamente. Sono incluse anche missioni e musiche per la battaglia esclusive. Un pacchetto iniziale separato, acquistabile una tantum al prezzo di 7 euro, aumenta ulteriormente lo spazio di archiviazione dei Pokémon, ed è disponibile un Pass Battaglia Premium (al prezzo di 10 euro dollari), che aggiunge ricompense extra e abbigliamento per il proprio personaggio.
L’unica buona notizia è che Champions è qui per restare: i suoi sviluppatori hanno detto che progettano di arrivare a supportare 10mila Pokémon (10 volte quelli usciti finora) con il Gioco che sarà sempre più ampio e ottimizzato. Quella uscita su Nintendo Switch sembra più una beta che un prodotto finito: io lo recensirò in occasione dei prossimi mondiali visto che se The Pokémon Company ha scelto di disputare sul gioco il suo torneo più importante, significa che per allora sarà in uno stato più definitivo rispetto a ciò che è appena uscito.
Non dimenticare di dare un ascolto alla nuova puntata di [REDACTED] Podcast, lo show settimanale in cui io, Francesco Lombardo e Cecilia Ciocchetti analizziamo le notizie più importanti della settimana in fatto di gaming e esport.
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Ci vediamo alla prossima lettera,
Riccardo "Tropic" Lichene