Fortnite non è un posto sicuro per i bambini, ma almeno è sul pezzo
Nell’ultimo mese abbiamo assistito alla Robloxizzazione definitiva di Fortnite, ma almeno Epic Games ha dimostrato di avere a cuore il benessere dei minori un pochino più di Roblox.
A partire dal nove gennaio, la modalità creativa di Fortnite (in cui gli utenti possono creare le loro isole usando un arsenale di strumenti di sviluppo) ha aperto i cancelli alla monetizzazione delle singole esperienze. Questo vuol dire che i creatori di un’isola hanno potuto aprire il loro shop interno alle loro esperienze vendendo oggetti digitali di tutti i tipi.
Se suona familiare è perché è esattamente il modello di business di Roblox: una piattaforma gratuita con esperienze gratuite all’interno delle quali sono disponibili delle microtransazioni. Per attirare utenti nel suo ecosistema Epic ha promesso di prendersi lo 0% di ogni transazione interna alle esperienze, quindi il 100% dei guadagni va ai creatori.
Una delle isole più popolari è la copia di Steal a Brainrot, l’esperienza di Roblox che a un certo punto ha avuto più utenti contemporanei di tutto Steam. Appena Epic ha aperto le porte, i creatori hanno inaugurato microtransazioni che erano a tutti gli effetti gioco d’azzardo: soldi reali in forma di V-Bucks in cambio di un giro su una ruota della fortuna con in palio vari elementi di gioco per diventare più forti.
Fortunatamente la cosa è durata poco: Epic è intervenuta pochi giorni dopo vietando ogni tipo di transazione in denaro reale in cui si girano ruote o simil-slot per ottenere oggetti di gioco. Nelle parole di Epic: "Non offrire transazioni all'interno della vostra isola che influenzino in alcun modo, direttamente o indirettamente, la ruota dei premi. Ad esempio, non è permesso offrire come transazione all'interno dell'isola un 'giro' o un 'aumento della fortuna' per una ruota con dei premi".
C’è un motivo se la monetizzazione per i creatori delle isole è arrivata così tanto tempo dopo l’introduzione della Modalità Creativa: dato un pubblico sufficientemente grande e giovane, i tentativi di raggiro e sfruttamento sono inevitabili. Epic ha scelto di seguire la strada di Roblox per tentare di erodere il “3% di tutti i videogiocatori” (nelle parole del suo CEO) che la piattaforma degli omini gialli possiede.
Ne sta pagando le conseguenze in credibilità, ma almeno è stata rapida nel vietare le pratiche che mimano senza nemmeno tentare di nasconderlo il gioco d’azzardo. Brian Sharon, responsabile senior delle comunicazioni di Epic Games, ha detto che l'azienda "esaminerà costantemente le pratiche degli sviluppatori e aggiornerà di conseguenza le regole del suo ecosistema".
L’influenza di Roblox è evidente e le pratiche scorrette e di abuso dei consumatori (soprattutto se minorenni) tipiche di Roblox sono spuntate nell’istante in cui i guard rail sono stati rimossi. Almeno Epic mantiene la sua rapidità d’azione (che non sempre è stata per il bene) dove Roblox fa fatica persino a bannare i predatori sessuali condannati.
Grazie per aver letto la terza weekend edition di Letter to a Gamer. Questa è la nuova veste di questa newsletter: un grande approfondimento al mese su un tema importante e poco analizzato.
Alla prossima lettera
Riccardo "tropic" Lichene