Bloodletter: la recensione del cardgame medievale in cui si fa il cerusico
Bloodletter è l'ultimo roguelike deckbuilder a meritare la vostra attenzione
Bloodletter potrebbe essere l'ultimo roguelike deckbuilder a meritare la vostra attenzione, ma solo se avete pazienza. L'uscita di Slay the Spire 2, con il suo mezzo milione di giocatori contemporanei su Steam, ha messo la parola fine alla corsa all'imitazione iniziata proprio con Slay the Spire 1 nel 2019.
Dopo il successo del primo capitolo, centinaia di cloni hanno cercato di replicare il suo successo, alcuni con più fortuna e più innovazione di altri. Ora, per fortuna, la deckbuilding mania si sta calmando, ma potrebbe esserci un ultimo figlio di questa moda che vale la pena giocare.

Qui non ci sono duelli ma un villaggio medievale sotto il giogo di entità malvagie che bisogna sconfiggere a colpi di purificazione, fiducia e benessere. in Bloodletter, infatti, chi gioca veste i panni di un barbiere-chirurgo-cerusico a cui gli abitanti di un villaggio vanno per farsi curare.
Ogni notte, un malvagio spirito abbassa la loro salute e la loro purezza, li fa ammalare e semina sfiducia nei confronti di tutto e tutti. Durante il giorno, con un mazzo di carte personalizzabile e migliorabile, è compito del dottore rimettere gli abitanti in forze.
Al posto che consumare una barra della vita si riempie un misuratore della purezza che, raggiunto il traguardo, consuma una delle vite dell'entità. Gli abitanti fanno da venditori di modificatori per il mazzo di carte di ciascuna run che è fisso all'inizio, ma modificabile di turno in turno.

Morti tre abitanti la partita è persa e una cosa va detta: perderete non poco. Bloodletter non è solo un gioco che non ci tiene a semplificarvi la vita, ma è anche una guerra di trincea tra chi gioca e le entità nemiche. Una run può durare più di un'ora tra passi in avanti e turni conservativi per limitare i danni.
Ogni giorno di tempo in game è diviso in mattina, in cui si curano gli abitanti, sera, in cui si modifica il mazzo, e notte, in cui l'entità fa i suoi danni. I turni, poi, sono composti da un elenco ben preciso di abitanti, ognuno che ha bisogno di diversi gradi di cura, fiducia e purezza. L'equilibrio è molto delicato e perdere un paziente è un attimo.
L'unico elemento che non mi è piaciuto a livello di gampelay è il fattore casuale con cui il gioco fa scegliere all'entità quali abitanti attaccare a fine giornata (il numero dipende dal livello di difficoltà e dall'entità) e quali punire con status negativi. Non c'era nessun motivo di rendere questi parametri randomici: spiegarli e renderli parte del flusso di gioco avrebbe reso Bloodletter più profondo e strategico.

La buona notizia è che Bloodletter è appena sbarcato in early access quindi i suoi autori hanno le orecchie aperte ai suggerimenti dei fan.
Se l'impianto da roguelike deckbuilder è abbastanza innovativo da scongiurare ogni sentore di già visto, a rendere il gioco unico è il suo stile artistico deliziosamente medievale. Tra icone, personaggi, illustrazioni ed effetti, Bloodletter è un'inquietante e ben fatta trasposizione dei canoni dell'estetica medievale alle necessità di un prodotto culturale moderno.
Vi consiglio Bloodletter se avete ancora un po' di spazio da dare a questo genere ormai ultra-saturo e se vi piacciono le estetiche e le ambientazioni medievali, perché sono quello che al gioco riesce meglio. Il divertimento c'è, ma è lento e non immediatamente accessibile: l'Early Access farà bene al gioco che, se si sbrigherà, potrà cavalcare l'onda di Slay the Spire 2 quando anche lui uscirà dall'EA.