1348 Ex Voto: la recensione di un ambizioso progetto italiano che sbaglia quasi tutto

1348 Ex Voto poteva essere il medioevo made in Italy che aspettavamo da tempo, invece è una raccolta di passi falsi e occasioni sprecate

1348 Ex Voto: la recensione di un ambizioso progetto italiano che sbaglia quasi tutto

Non c'è nessuno più esperto di me, nel panorama del giornalismo videoludico italiano, per recensire 1348 Ex Voto. Non è tracotanza, ora capirete perché. L'ambientazione è il medioevo della Peste Nera in cui mi sono laureato, e il combattimento è tutto incentrato sulla spada a una mano e mezza che pratico ogni settimana come atleta amatoriale di scherma storica.

La presenza di talenti d'eccezione al doppiaggio (Jennifer English in primis, la Maelle di Expedition 33) ne aveva anche fatto del titolo uno dei più attesi dell'anno. Date queste premesse, potete immaginare le mia delusione quando la produzione dell'italiana Sedleo non è stata in grado di tenere fede a nessuna delle sue promesse.

Non solo l'ambientazione è sprecata e banalizzata, il combattimento è tecnicamente molto incerto e storicamente sbagliato, la regia spreca le performance delle attrici protagoniste con tagli confusionari delle inquadrature, salti narrativi incomprensibili e un comparto tecnico che, fuori dai combattimenti, possiamo riassumere con "troppe gengive".

Le premesse per un'avventura cinematografica veramente medievale c'erano: un'italia centrale al collasso all'apice della grande pestilenza, brigantaggio, fanatismo religioso e due protagoniste insieme libere, perché innamorate, e prigioniere di un destino scelto per loro dalla classe sociale e dai tempi di sofferenza.

Quella che mi sono ritrovato tra le mani è una storia con salti logici inspiegabili, delle forzature costanti per riempire i momenti morti con del combattimento e l'assoluta mancanza di mordente per via di un comparto tecnico insufficiente.

Quando i briganti rapiscono Bianca, l'amore promesso della protagonista Aeta, quest'ultima si lancia al loro inseguimento abbattendo a colpi di spada chiunque le si pari davanti. Una volta sconfitti i banditi (dopo una battaglia contro un boss da dimenticare) gli antagonisti diventano i Flagellanti, un ordine religioso che sta rapendo cittadini in massa per "sacrificarli" nella speranza di allontanare la pestilenza.

Qui è dove ho definitivamente bocciato il gioco. Potevo capire il combattimento tecnicamente e storicamente incerto, potevo persino apprezzare la linearità estrema in favore della narrative e le montagne di asset standard di Unreal Engine 5 senza personalità per l'effetto "graficone".

Quando mi sono visto tre monaci che paravano i miei colpi di spada a una mano e mezza con un frustino e riflessi da Matrix ho abbandonato ogni pretesa di redenzione del gioco. Non solo dovevo combattere contro un sistema che non registrava i colpi e dotato di una telecamera impazzita che si spostava in completa autonomia al bersaglio dietro di me, ma dovevo farlo contro un trionfo di dissonanza ludo-narrativa.

Le scelte di regia, di gameplay, di ottimizzazione e di level design fatte da Sadleo denotano una direzione acerba, non pronta per un progetto di questo tipo, e un team di produzione a cui non è stato dato abbastanza tempo per poter portare a termine un prodotto stabile e rifinito.

Sconsiglio, mio malgrado, di acquistare questo gioco: l'unica cosa che si salva sono le performance di Jennifer English e Alby Baldwin, ma per recuperarle basta un video su Youtube.

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